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CONTAMINAZIONI Marina Tabacco. Un’artista per un museo

a cura di Donatella Avanzo 

Contaminazioni

di questo parlano le opere pittoriche dell’artista torinese Marina Tabacco nel saper dialogare con un esteso repertorio di opere africane di grandissimo pregio appartenenti alle collezioni private Brezzo e Nicola.

Così Esodo, il grande telero dipinto con accesi cambiamenti cromatici ben si sposa con la monocromia della stilizzata ed elegante maternità Bamana della collezione Brezzo.

I sorprendenti tessuti Kuba (Repubblica Democratica del Congo), appartenenti alla collezione Nicola ricavati dalla filatura della rafia o dalla battitura della corteccia di alberi simili al gelso trovano posto sulle pareti del museo in un ruolo di estrema importanza:

quello di memoria storica e culturale, ormai in gran parte perduta sui volti dei migranti dipinti da Marina Tabacco, che occupano la precaria imbarcazione che forse attraverserà il Mediterraneo arrivando in quel continente chiamato Europa.

Il percorso narrativo ci conduce anche attraverso una “contaminazione al contrario” della stilista Italo-Haitiana Stella Jean che, colpita dalla serialità artistica della Tabacco, ha tratto ispirazione per alcuni abiti della sua collezione di alta moda.

L’abito dialoga con il quadro dell’ artista insieme alla maschera africana ispiratrice del tutto.

Come scriveva il grande scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale Lev Tolstoj: “L’arte buona è sempre comprensibile a tutti. La vera arte suscita un positivo contagio completamente differente dagli altri, una gioia spirituale in coloro che contemplano la stessa opera.”

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