DETACH
Beyond the body
Tiziano Magni

20.06.2026 – 11.10.2026
Museo di Arte Moderna e Contemporanea
del Castello di Masnago

 

Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea del Castello di Masnago presenta DETACH beyond the body, mostra personale del fotografo Tiziano Magni, artista italiano residente nello Stato di New York e protagonista di una carriera internazionale che lo ha portato ai vertici della fotografia di moda.

L’esposizione propone un percorso fotografico dedicato all’esplorazione della femminilità oltre la sua dimensione fisica e percettiva. Attraverso immagini di grande forza evocativa, Magni supera la rappresentazione del corpo come semplice presenza estetica per addentrarsi in una dimensione più intima, spirituale e universale. Le opere in mostra raccontano un processo di ricerca che pone al centro l’interiorità, la percezione e il rapporto tra immagine e identità.

DETACH beyond the body testimonia l’evoluzione artistica di un autore che, dopo aver raggiunto importanti traguardi nel mondo della fotografia fashion, ha scelto di orientare il proprio linguaggio verso una narrazione più personale e introspettiva. Come afferma lo stesso Magni, il percorso di un fotografo conduce progressivamente dalla documentazione della realtà visibile alla rappresentazione di una realtà interiore, capace di riflettere emozioni, esperienze e stati d’animo.

Nel corso della sua carriera, Tiziano Magni ha collaborato con alcune delle più prestigiose testate internazionali, tra cui Vogue, GQ, Allure, Elle, Interview e Marie Claire, oltre a realizzare campagne per marchi iconici come Yves Saint Laurent, Chanel, Christian Dior, Calvin Klein, Missoni e Guerlain. Un percorso che testimonia una straordinaria padronanza tecnica e una sensibilità visiva riconosciuta a livello internazionale.

La mostra offre così l’occasione di scoprire una fase particolarmente significativa della ricerca dell’artista, nella quale l’eccellenza formale si unisce a un’esigenza di approfondimento umano e creativo, dando vita a immagini che invitano il pubblico alla riflessione e all’emozione.