Una mostra di Claudio Benzoni e Fausto Bianchi sull’impegno civile dell’arte di fronte ai conflitti contemporanei.
l focus della mostra
Quando scoppiano conflitti, le immagini di bombardamenti, rovine, violenze e massacri ci giungono in tempo reale. Tuttavia, la loro esposizione costante può portare a una forma di assuefazione, rendendo sempre più difficile percepire il dramma delle popolazioni coinvolte, la cui vita, cultura e identità possono essere cancellate per sempre.
La guerra contemporanea non si limita ai terrori in cui si svolge: crea effetti a livello globale, alterando gli equilibri economici e sociali e aggravando disuguaglianze profonde già esistenti. Le crisi energetiche e alimentari, l’aumento del costo delle materie prime, l’instabilità dei mercati e l’interruzione delle catene di distribuzione coinvolgono milioni di persone che non hanno alcuna responsabilità in questi conflitti.
È in questo contesto di responsabilità che prende vita GIÙ LE ARMI, un appello a rifiutare ogni forma di violenza e a riconoscere nel dialogo l’unica alternativa valida al conflitto. La mostra riunisce due percorsi di arte contemporanea uniti dalla volontà di contrastare l’indifferenza e di affermare una cultura della pace.
Le opere non rappresentano direttamente il conflitto armato: la sofferenza non è spettacolarizzata, ma evocata tramite linguaggi simbolici e metaforici. Materiali, immagini e parole scritte interagiscono come strumenti di memoria e consapevolezza, accompagnando il pubblico in un percorso che dalla ferita del conflitto porta verso la possibilità di una rinascita civile. L’invito è di soffermarsi di fronte alle opere senza cercare risposte immediate, lasciandosi interrogare non solo dallo sguardo, ma anche dal pensiero e dalla coscienza.
Gli artisti in mostra
CLAUDIO BENZONI presenta un’installazione di libri trafitti da punte d’acciaio simbolicamente dissanguati. Volumi trasparenti che contengono residui bellici privati della loro funzione. In mostra anche opere dedicate alla Costituzione italiana: in cui le parole volutamente mutilate invitano lo spettatore a ricomporre il testo, restituendo integrità ai suoi principi fondamentali.
FAUSTO BIANCHI realizza illustrazioni visionarie in cui realtà e immaginazione si fondono in un linguaggio ricco di simboli. Le sue immagini costruiscono narrazioni aperte che affrontano temi universali come la fragilità dell’esistenza, la violenza, la speranza e la pace, invitando il pubblico a una riflessione critica sulla condizione umana.
Dal 25 luglio al 30 agosto ai Musei Civici di VILLA MIRABELLO